VALORE
PREDITTIVO DELLA IPERPROLATTINEMIA POSTOPERATORIA
Dr.Mario Mandalą, Dr.Sandro Barni,
Divisione di Oncologia Medica, Ospedale di Treviglio - Bergamo
E'
noto come gli interventi a carico della parete toracica o sulla giandola
mammaria possano determinare un transitorio aumento dei livelli sierici
di prolattina. Non č molto chiaro il suo significato biologico.
La prolattina, che č in grado di stimolare in vitro la crescita
delle cellule tumorali maligne mammarie, viene spesso indicata,
soprattutto nelle pazienti con malattia avanzata, come un fattore
prognostico negativo sulla sopravvivenza.
Noi
abbiamo valutato in questo studio 128 pazienti operate tra Giugno
1985 e Settembre 1990 presso l'ospedale S. Gerardo di Monza per neoplasia
della mammella (1).
Sono risultate valutabili sia le pazienti operate di quadrantectomia
che di mastectomia radicale.
Tutte le pazienti in studio avevano linfonodi negativi all'esame istopatologico
postoperatorio.
Ventisei di queste pazienti sono state trattate con terapia sistemica
(chemioterapia o terapia ormonale), le altre sono state candidate
a follow-up clinico strumentale.
Tutte le pazienti con intervento conservativo hanno ricevuto la radioterapia.
Ad
un follow-up mediano di 12 anni i nostri dati sembrerebbero indicare
che le pazienti con iperprolattinemia postoperatoria hanno una migliore
prognosi rispetto alle pazienti normoprolattinemiche, sia all'analisi
univariata che multivariata.
I
nostri dati sono preliminari e non possono modificare la pratica
clinica quotidiana.
Saranno necessari studi di validazione dei nostri dati, sia su una
casistica pił numerosa sia mediante valutazione di frammenti di clivaggio
della prolattina, che sembrerebbero avere attivitą antiangiogenetica .
(1)
Mandala M, Lissoni P, Ferretti G, Rocca A, Torri V, Moro C, Curigliano
G, Barni S. Postoperative hyperprolactinemia could predict longer
disease-free and overall survival in node-negative breast cancer patients.Oncology
2002;63(4):370-7
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