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Congresso “Attualità in
Senologia” Dal 12 al 15 Novembre 2003 si è svolto a Firenze il Convegno “Attualità in
Senologia”, che ha visto la partecipazione, in qualità di relatori, di tutti
i maggiori specialisti italiani in ambito senologico. Di seguito si cercheranno di evidenziare sinteticamente, con brevi flash,
le principali problematiche emerse dalle relazioni e dalle discussioni
congressuali. Epidemiologia e prevenzione ·
In considerazione del fatto che l’obesità ed una dieta occidentale
con cibi ad alto indice glicemico sono associate ad una maggiore incidenza di
carcinoma mammario (probabilmente attraverso uno stimolo alla produzione
di insulina e di IGF-I), è importante avviare studi sperimentali, che analizzino il ruolo di una dieta
adiuvante nella prevenzione del tumore della mammella e delle
sue recidive. ·
I risultati dello studio Women’s Health Initiative
(WHI) indicano che la terapia ormonale sostitutiva aumenta
l’incidenza di carcinoma mammario (senza i preventivati benefici a
livello cardiovascolare). Ciò non potrà che avere un impatto molto rilevante
sulla prescrizione farmacologica per i disturbi climaterici. ·
In pazienti con mutazioni dei geni BRCA1 e
BRCA2 è raccomandabile l’esecuzione di mammografia e RM al disotto
dei 25 anni di età. Diagnostica ·
La mammografia digitale consente di eseguire indagini
diagnostiche maggiormente accurate rispetto alla tecnica mammografia
tradizionale, permettendo nel contempo un risparmio economico a lungo
termine. I vantaggi tecnici della mammografia digitale, oltre all’elevata
qualità delle immagini, sono rappresentati dal minor tempo di esecuzione
dell’esame, dal minor numero di proiezioni aggiuntive e di esami
complementari necessari, dal risparmio in termini di personale addetto allo
sviluppo ed all’archiviazione, dalla minore dose di radiazioni (circa 30% in
meno), dalla possibilità di rielaborare le immagini e di analizzarle con
sistemi computerizzati di aiuto alla diagnosi (CAD), di creare archivi
informatici, di trasmettere le immagini stesse a distanza per teleconsulto. ·
La Risonanza magnetica della mammella può
essere ormai considerata a pieno titolo una metodica diagnostica inserita nel
protocollo diagnostico del carcinoma mammario. Le principali indicazioni
sono le seguenti: valutazione
preoperatoria in situazioni particolari (ad esempio foci multifocali o
multicentrici), per un più appropriato planning terapeutico; valutazione del
seno operato; carcinoma occulto; presenza di protesi mammarie; valutazione
della risposta alla chemioterapia neoadiuvante; studio di pazienti con
predisposizione genetica (BRCA1 e BRCA2). L’utilizzo di mezzi di
contrasto paramagnetici intravascolari può fornire importanti
informazioni relativamente allo stato angiogenetico tumorale ed alla
permeabilità vascolare intratumorale. In caso di lesioni visualizzabili solo
con RM, l’attuale disponibilità di sistemi di centratura e di aghi amagnetici
consente l’esecuzione di prelievi mammari direttamente con guida RM. ·
In un’ottica di riduzione dei cancri di intervallo, va incentivato da
parte dei radiologi un uso più sofisticato dell’ecografia in
ambito senologico, avvalendosi del costante progresso tecnologico (studio
vascolare, mezzi di contrasto, ricostruzioni complete in 3D). L’ecografia è particolarmente
importante nella valutazione dei seni densi, riducendo dello 0,3-0,5% il
numero dei carcinomi non rilevati dalla mammografia. Patologia ·
Il significato prognostico delle micrometastasi
linfonodali (metastasi maggiori di 0,2 mm. ed inferiori o uguali a 2
mm, secondo il nuovo TNM) non è ancora stato chiarito. Alcuni studi
suggeriscono che la presenza di micrometastasi linfonodali è associata ad una
prognosi comunque favorevole, mentre altri studi evidenziano che la presenza
di micrometastasi ascellari, in donne inizialmente classificate come N0
(linfonodi negativi), è predittiva di una maggiore probabilità di ricaduta
locale o a distanza. Terapia chirurgica ·
La biopsia del linfonodo sentinella rappresenta la metodica di
stadiazione linfonodale da preferire, in presenza di un carcinoma mammario in
fase iniziale, con linfonodi clinicamente indenni. Il team di operatori deve
garantire un tasso di identificazione del linfonodo sentinella >90% ed un
tasso di falsi negativi <5%. L’utilizzo del tracciante radioattivo
consente risultati migliori rispetto al colorante vitale. ·
Sono in corso studi per valutare l’efficacia dell’ablazione
per radiofrequenza (RFA) percutanea ecoguidata nel trattamento del
carcinoma mammario. La metodica viene applicata nei soli casi iniziali
(T1), combinata con la tecnica della dissezione ascellare del linfonodo
sentinella. Terapia medica ·
Nella endocrinoterapia adiuvante del carcinoma
mammario, il trattamento con antiaromatasici si propone già
da oggi come alternativa al tamoxifene nelle pazienti non candidabili a tale
tipo di terapia. ·
L’uso della terapia adiuvante con trastuzumab
(anticorpo monoclonale umanizzato ricombinante, diretto contro il recettore
di membrana HER-2, appartenente alla famiglia degli EGFR) necessita di
ulteriori approfondimenti ed è attualmente giustificato solo all’interno
di studi controllati. ·
Nelle pazienti in premenopausa con positività dei
recettori estrogenici (malattia ormono-responsiva), la soppressione
ovarica con LH-RH analoghi, in aggiunta o meno al tamoxifene, è
altrettanto efficace quanto la chemioterapia con CMF. ·
Il trattamento adiuvante con 4 cicli di AC
(Doxorubicina, Ciclofosfamide) è equivalente allo schema con 6 cicli di CMF classico.
Regimi dose-dense che includono il taxolo devono essere usati solo
in pazienti ad alto rischio. ·
Nella terapia adiuvante del carcinoma
mammario, la chemioterapia ed il tamoxifene dovrebbero essere somministrati in
modo sequenziale, sulla base dei dati dello studio INTO-100 a 8 anni di
follow-up. Radioterapia e Medicina nucleare ·
La radioterapia senologica tende
attualmente, in taluni sottogruppi di pazienti a basso rischio di recidiva, a
limitare l’irradiazione al solo letto tumorale, al fine di ridurre al massimo il danno a carico dei tessuti sani
adiacenti al volume bersaglio. ·
E’ in corso uno studio per valutare l’efficacia di
una terapia antitumorale con octreotide marcato con 90Y, in
carcinomi mammari che risultino positivi ai recettori per la somatostatina. |