Chemioterapia adiuvante e/o terapia endocrina in paziente senza interessamento linfonodale ascellare



Vorrei sottoporre il caso di una  signora  di 46 anni, in premenopausa, sottoposta nel mese di luglio 2004 a quadrantectomia centrale sn e dissezione linfonodale ascellare completa dopo la diagnosi di eteroplasia mammaria sn.

L' esame istologico e' conclusivo per carcinoma duttale infiltrante (1cm.) con grado di malignita' intermedia G2. I 19 linfonodi isolati sono liberi da metastasi (stadio .T1, N0, M0), ER+ PR- , c-erb-2 negativo.

E' possibile per questa paziente una pianificazione terapeutica che preveda un blocco endocrino completo pił radioterapia della mammella residua, escludendo la chemioterapia adiuvante?.

N.T. - Napoli



Risponde Milvia Zambetti, dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano:

Questa paziente presenta come unico fattore di rischio un G2 ( T=1cm, RE+, pN0, Her2-).

Sono d’accordo sul fatto che non ci sia indicazione a chemioterapia adiuvante.

Seppure lo standard attuale sia ancora rappresentato dal Tamoxifen ( in questo caso qualcuno indichererebbe anche  solo controllo), penso che, previa informazione della paziente anche relativamente agli effetti collaterali, possa essere considerata anche l’opzione di un blocco estrogenico totale, fermo restando che i risultati scientifici sulla consistenza del vantaggio non sono ancora al momento molto solidi.

 

 

 


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