Micrometastasi linfonodali e dissezione ascellare

 


La VI  edizione della classificazione TNM AJCC prevede di considerare N0 le situazioni in cui nei linfonodi regionali siano state riscontrate cellule tumorali isolate  (ITC) e/o micrometastasi <0,2 mm di diametro massimo.

Il dato di maggior rilievo,ai fini di una riflessione,appare non tanto la prevedibile  riduzione del tasso di pazienti N1 (da 47% con la precedente classificazione al 39,5 % con l'attuale) quanto l'incremento del tasso dei falsi negativi (da 2,1 a 4,9). Il rischio di aumentare il tasso di falsi negativi peraltro appare mitigato dal fatto che :

1)lo stato linfonodale non č l'unico parametro per definire l'utilitą della terapia adiuvante

2)dalla maggioranza degli A.la dissezione ascellare completa č considerata di elevata utilitą prognostica e di stadiazione,ma di scarsa utilitą terapeutica.

Quale deve essere l'atteggiamento del chirurgo nei confronti delle pazienti che presentano situazioni in cui sono state riscontrate nel LS micrometastasi <2 mm e/o ITC isolate ?

A mio parere poichč le implicazioni prognostiche a lungo termine di micrometastasi e ITC  non sono state ancora definite,al di fuori di uno studio randomizzato,queste pazienti andrebbero trattate sempre con dissezione ascellare.

Le ragioni di tanta prudenza trovano conferma nella letteratura recentissima.

Lo studio di Dabos (Aprile 2004), nella cui casistica di 445 pazienti con LSP, il 9% delle pazienti con LS positivo per micrometastasi <0,2 mm, aveva macrometastasi in altri linfonodi alla successiva dissezione ascellare completa di verifica. In altri studi la percentuale si assesta sul 5-6%.

Nello studio dell'Istituto Oncologico Europeo di Milano (non ancora pubblicato, ma i cui dati sono stati recentemente comunicati), si č visto che le 1228 pazienti con LS positivo macrometastatico presentavano altre metastasi nel 50,3% dei casi.

Le pazienti con LS micrometastatico (1 mm cut-off), presentavano metastasi in altri linfonodi nel 21,4%

dei casi e quelli con ITC isolate  avevano altri linfonodi positivi nel 14,7% dei casi (!).

 

 

Salvo Catania, Unitą Operativa di Senologia Chirurgica del Policlinico Multimedica di Sesto S. Giovanni (Milano).

 

con la collaborazione di Francesco Scanzi e Massimo Barberis

 

Luglio 2004

 


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