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Trattamento dei pazienti affetti da epatocarcinoma con un estratto embrionale contenente fattori di differenziazione delle cellule staminali
Ogni anno in Italia circa 12.000 pazienti epatopatici, di solito con cirrosi postepatitica da virus C, si ammalano di carcinoma epatocellulare. Tutti questi pazienti, a
parte i pochi che vengono trapiantati, muoiono del tumore o
dell’aggravarsi della cirrosi. Infatti il tumore presenta uno sviluppo
multicentrico nei tempi dovuti
(nel 90 % dei casi entro 5 anni dalla scoperta del primo nodulo
neoplastico). Pertanto ogni opzione terapeutica, sia
chirurgica (resezione di uno o più segmenti), che non chirurgica
(ablazione percutanea con alcolizzazione o termoterapia con
radiofrequenza, chemoembolizzazione intraarteriosa), può avere come scopo
solo l’allungamento della sopravvivenza. Ad un certo punto della storia
neoplastica ogni paziente rimarrà orfano di terapia. La gestione del paziente diventa
difficile perché il paziente non vuole essere abbandonato ma il medico sa
che i trattamenti sistemici disponibili sono poco o per nulla efficaci o,
se potenzialmente utili, con un grado di tossicità intollerabile per un
fegato cirrotico. Nel nostro centro, considerato di
riferimento internazionale per
la cura di questo tumore, abbiamo trattato questi pazienti con un
estratto embrionale contenente fattori di differenziazione delle cellule
staminali, nel momento in cui queste si modificano da totipotenti in
pluripotenti. Il prodotto viene somministrato per os,
con assorbimento sublinguale, al dosaggio di 1-2 ml x 3 / die. L’efficacia
terapeutica viene controllata dopo 4 mesi mediante TAC e markers tumorali
(AFP, DCP) se positivi all’inizio della terapia. I risultati di questo trattamento sono
stati pubblicati recentemente su Oncology Research . Su 179 pazienti, il
20% ha presentato una remissione parziale o completa di malattia ed il 16%
una stabilizzazione, per una durata variabile da 4 a 24 mesi. La maggior
parte dei pazienti ha riferito un miglioramento delle condizioni generali.
Solo l’1 % dei pazienti ha presentato modesti effetti collaterali. I
pazienti responsivi hanno presentato un aumento della sopravvivenza statisticamente significativo nei
confronti dei non responsivi. E’ in corso l’isolamento dei principi attivi del prodotto.
Bibliographical reference:
Tito Livraghi Department of Radiology, Civil Hospital of Vimercate, Vimercate,
Milan, Italy
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