| Linfadenectomia laparoscopica ed extraperitoneale per il trattamento delle neoplasie uterine
Abbiamo intrapreso lo sviluppo del nostro lavoro clinico pubblicato sull' European Journal of Obstetrics and Gynecology per puntualizzare un aspetto dell’oncologia ginecologica troppo lungamente sottovalutato: l’importanza della chirurgia radicale vaginale e, in generale, lo sviluppo di tecniche chirurgiche ugualmente efficaci ma meno invasive delle corrispondenti tecniche addominali utilizzate per il trattamento delle neoplasie uterine. L’isterectomia radicale vaginale è un intervento “semplice” nel suo rigore anatomochirurgico ma non “facile”. Essa presuppone infatti una lunga e continua esperienza vaginale nei vari gradi di responsabilità nell’approccio chirurgico, assoluta padronanza dell’anatomia chirurgica della via vaginale, supporto ed accurato training dell’equipe chirurgica in tutti i suoi componenti. Personalmente anche negli anni bui della contestazione legata alla mancata linfadenectomia, non ho mai abbandonato l’intervento di Schauta-Amreich per il trattamento del cervicocarcinoma e dell’adenocarcinoma dell’endometio, limitandone l’utilizzo ai casi ad alto rischio perioperatorio, per promuovere l’operabilità chirurgica anche di casi gravati da basso “performance status”. Negli anni, la possibilità di effettuare una linfadenectomia laparoscopica e le successive modificazioni da me apportate alla linfadenectomia extraperitoneale di Mitra, hanno “rivitalizzato” l’utilizzo di questa tecnica chirurgica che appartiene al mio personale bagaglio culturale ed a quello della Scuola Fiorentina da cui provengo. Il lavoro clinico è nato proprio in quest’ottica: puntualizzare le differenze tecniche tra linfadenectomia laparoscopica ed extraperitoneale. Quest’ultima metodica è perfettamente in linea con lo spirito dell’intervento di Schauta-Amreich, un intervento che per i 9/10 si svolge per via extraperitoneale. Questa è stata una evidente occasione di sistematizzare i tempi chirurgici della tecnica extraperitoneale, che peraltro si effettua oggi grazie ad una semplice incisione di Pfannenstiel (trasversale sovrapubica, la stessa del Taglio Cesareo). Quando la via extraperitoneale dovesse risultare angusta, consiglio di ricorrere all’incisione di Czerney (incisione dell’aponeurosi dei muscoli retti addominali a livello della loro inserzione tendinea su ligamento inguinale e sinfisi pubica), procedura capace di fornire una “apertura” notevole del campo operatorio delle regioni iliache. Al termine del nostro lavoro non traggo conclusioni apodittiche su quale sia la strada migliore da percorrere per effettuare la linfadenectomia pelvica. La statistica è pressocchè equipollente. Penso sia giusto che ognuno segua la tecnica che gli è più congeniale, a parità di accuratezza e di efficacia terapeutica. Riferimento bibliografico:
Elio Cirese Department of Obstetrics and Gynecology, Fatebenefratelli Isola Tiberina Hospital, Rome, Italy.
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