La termoablazione a radiofrequenze delle neoplasie polmonari

 


La termoablazione a radiofrequenze delle neoplasie solide maligne è una procedura miniinvasiva che recentemente ha riscosso notevole successo anche nel trattamento di quelle polmonari, primitive e secondarie. Dai primi manoscritti sperimentali di Goldberg del 1998 e dalla prima pubblicazione di tre casi trattati con questa metodica nell'uomo di Dupuy nel 2000, numerosi altri Autori hanno recentemente presentato nella letteratura internazionale la loro esperienza. Nella maggior parte dei casi si tratta di pubblicazioni che riportano i risultati preliminari del trattamento sotto il profilo clinico, mancando, quindi, un riscontro anatomopatologico della effettiva efficacia di tale procedura. Nel nostro Istituto abbiamo iniziato a sviluppare un programma di ricerca sull'argomento in oggetto fin dal 1999, presentandolo all'allora Ministero dell'Università e della Ricerca, nell'ambito dei Programmi di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN 2000) ed ottenendo un finanziamento che ci ha permesso poi di svilupparlo adeguatamente. Il nostro programma di ricerca prevedeva 5 fasi tra le quali 2 di quelle iniziali consistevano appunto nella termoablazione della neoplasia polmonare seguita dalla exeresi chirurgica e dall'analisi istopatologica, ed oggetto del nostro recente manoscritto sulla prestigiosa rivista americana The Journal of Thoracic and Cardiovasculat Surgery. I risultati di questo studio documentano con certezza l'efficacia della termoablazione a radiofrequenze anche in ambito polmonare in una confortante percentuale di casi, e sostanzialemnte confermano i dati che si ricavano dalle prime esperienze cliniche riportate in letteratura. Ovviamente a queste due fasi, diciamo così pre-cliniche, anche nel nostro Istituto è seguita la sperimentazione clinica che, ad oggi, ci ha portato ad eseguire oltre 100 termoablazioni percutanee a radiofrequenze sia TC che Eco-guidate. I dati di questi ultimi pazienti, con particolare riferimento ai risultati a medio-termine, sono stati recentemente pubblicati in un'altro manoscritto sull' European Journal of CardioThoracic Surgery. Sostanzialmente vengono confermati i dati anatomopatologici con una percentuale di ablazioni complete, clinicamente rilevata, che si attesta a valori superiori al 60% ad un follow-up medio di circa 24 mesi. La termoablazione a radiofrequenze delle neoplasie polmonari è, quindi, una metodica che oggi può essere ormai annoverata tra le armi che abbiamo a disposizione per combattere le neoplasie polmonari, primitive e secondarie. Tuttavia, va sottolineato che essa non è sostitutiva della exeresi chirurgica, che anzi rimane il gold standard, ma va considerata come alternativa ad altre metodiche di trattamento locale (i.e., radioterapia stereotassica), in pazienti con controindicazione chirurgica. Inoltre, è da sottolineare ulteriormente che essa deve essere praticata in centri specializzati e con adeguata esperienza, previa valutazione clinica del paziente da parte di un pool di esperti (chirurgo toracico, oncologo, pneumologo, radiologo) con lo scopo di inquadrare adeguatamente il caso clinico ed integrare eventualmente la termoablazione all'interno di un trattamento multimodale.

 

Riferimento bibliografico:

Ambrogi MC et al.: "Biologic effects of radiofrequency thermal ablation on non-small cell lung cancer: results of a pilot study", J Thorac Cardiovasc Surg. 2006 May;131(5):1002-6

Ambrogi MC et al.: "Percutaneous radiofrequency ablation of lung tumours: results in the mid-term", Eur J Cardiothorac Surg. 2006 May 22

 

Marcello Carlo Ambrogi
University of Pisa, Cardiac and Thoracic Department, Pisa, Italy