| Sopravvivenza dei pazienti con linfoma di Hodgkin in relazione al tipo morfologico
Le
differenze di sopravvivenza tra i Paesi potrebbero essere dovute ad una
diversa disponibilità di terapie appropriate, ad un diverso stadio alla
diagnosi o ad una diversa distribuzione dei tipi morfologici, associati a
prognosi differenti. L’obiettivo
di questo studio è valutare, a livello di popolazione, l’influenza del
tipo morfologico sulle differenze di sopravvivenza tra Europa e Stati
Uniti, a parità di sesso, età e numero di anni dalla diagnosi. Abbiamo
analizzato 6726 casi incidenti in 37 Registri Tumori di popolazione
europei partecipanti allo studio EUROCARE-3 e 3442 casi incidenti in 9
Registri statunitensi aderenti al programma SEER (Surveillance
Epidemiology and End Results). I casi sono stati diagnosticati nel periodo
1990-94 e seguiti per almeno 5 anni. I
Registri europei, regionali o nazionali, sono stati raggruppati in tre
aree geografiche: EUROCARE-Ovest (Francia, Germania, Italia, Olanda,
Spagna, Svizzera, Islanda, Malta), EUROCARE-UK (Inghilterra, Scozia) e
EUROCARE-Est (Polonia, Repubblica Ceca, Estonia, Slovakia, Slovenia). La
morfologia è stata raggruppata nelle seguenti categorie: HL a sclerosi
nodulare, HL a cellularità mista, HL a deplezione linfocitaria, HL a
predominanza linfocitaria e HL non altrimenti specificati (NAS). La
distribuzione della morfologia variava in modo pronunciato in Europa, meno
negli Stati Uniti. I linfomi a sclerosi nodulare erano meno frequenti in
Europa (45.9%) che negli Stati Uniti (61.7%). Non
tenendo conto del tipo morfologico, la sopravvivenza relativa a 5 anni era
più alta in USA-SEER (83%) e
in EUROCARE-Ovest (80%) rispetto
a EUROCARE-UK (77%) e a EUROCARE-Est (75%). L’analisi
ha dimostrato che il tipo morfologico è un determinante fondamentale
delle differenze di sopravvivenza e
di rischio di morte a 5 anni per HL. A
parità di sesso, età e numero di anni dalla diagnosi, non esistevano
differenze significative di rischio di morte tra EUROCARE-Ovest e USA-SEER,
indipendentemente dal tipo morfologico. La mortalità più alta in
EUROCARE-UK rispetto a USA-SEER era spiegata dalla più alta frequenza di
tipi morfologici a prognosi sfavorevole. In
EUROCARE-Est, invece, dopo aver aggiustato anche per morfologia, il
rischio di morte rimaneva più elevato. Questi
risultati suggeriscono che nella maggior parte dei Paesi europei
l’approccio clinico-terapeutico era simile a quello degli Stati Uniti,
mentre nell’Europa dell’Est altri fattori, quali stadio alla diagnosi
e trattamento, influenzavano l’outcome. Lo
studio, inoltre, conferma, a livello di popolazione, che i linfomi a
predominanza linfocitaria hanno la prognosi
migliore, mentre l’andamento più severo riguarda la forma a deplezione
linfocitaria. Punti
di forza del nostro studio sono la disponibilità di dati su base di
popolazione e l’utilizzo della sopravvivenza relativa,
che permette di controllare per i rischi competitivi di morte, senza
richiedere l’informazione circa la causa di decesso, evitando i problemi
legati alla scarsa accuratezza dei certificati di morte (precedenti studi
avevano utilizzato la sopravvivenza osservata oppure la sopravvivenza
causa-specifica). L’utilizzo
della sopravvivenza relativa è
importante per analizzare i dati riguardanti i linfomi di Hodgkin poiché
uno dei due picchi di incidenza occorre nei soggetti con più di 50 anni. Un possibile punto debole dello studio è legato ai differenti criteri diagnostici che potrebbero limitare la confrontabilità delle diagnosi morfologiche tra le aree dei registri inclusi nello studio. A tale scopo abbiamo iniziato il progetto HAEMACARE, che si propone di standardizzare la classificazione morfologica dei tumori ematologici tra i Paesi europei e di monitorare l’andamento della sopravvivenza.
Riferimento bibliografico:
Claudia Allemani Department of Preventive and
Predictive Medicine, Analytical Epidemiology Unit, Istituto Nazionale per
lo Studio e la Cura dei Tumori, Milano, Italy
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