Sopravvivenza dei pazienti con linfoma di Hodgkin in relazione al tipo morfologico

 


Lo studio EUROCARE-3 ha evidenziato considerevoli differenze di sopravvivenza per i tumori ematologici tra i Paesi europei. Nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci, tra i Paesi partecipanti allo studio, la sopravvivenza relativa (cioè la sopravvivenza corretta per i rischi competitivi di morte) a 5 anni dalla diagnosi per linfoma di Hodgkin (HL) variava tra 62% e 88%.

Le differenze di sopravvivenza tra i Paesi potrebbero essere dovute ad una diversa disponibilità di terapie appropriate, ad un diverso stadio alla diagnosi o ad una diversa distribuzione dei tipi morfologici, associati a prognosi differenti.

L’obiettivo di questo studio è valutare, a livello di popolazione, l’influenza del tipo morfologico sulle differenze di sopravvivenza tra Europa e Stati Uniti, a parità di sesso, età e numero di anni dalla diagnosi.

Abbiamo analizzato 6726 casi incidenti in 37 Registri Tumori di popolazione europei partecipanti allo studio EUROCARE-3 e 3442 casi incidenti in 9 Registri statunitensi aderenti al programma SEER (Surveillance Epidemiology and End Results). I casi sono stati diagnosticati nel periodo 1990-94 e seguiti per almeno 5 anni.

I Registri europei, regionali o nazionali, sono stati raggruppati in tre aree geografiche: EUROCARE-Ovest (Francia, Germania, Italia, Olanda, Spagna, Svizzera, Islanda, Malta), EUROCARE-UK (Inghilterra, Scozia) e EUROCARE-Est (Polonia, Repubblica Ceca, Estonia, Slovakia, Slovenia).

La morfologia è stata raggruppata nelle seguenti categorie: HL a sclerosi nodulare, HL a cellularità mista, HL a deplezione linfocitaria, HL a predominanza linfocitaria e HL non altrimenti specificati (NAS).

La distribuzione della morfologia variava in modo pronunciato in Europa, meno negli Stati Uniti. I linfomi a sclerosi nodulare erano meno frequenti in Europa (45.9%) che negli Stati Uniti (61.7%).

Non tenendo conto del tipo morfologico, la sopravvivenza relativa a 5 anni era più alta in USA-SEER (83%)  e in EUROCARE-Ovest (80%)  rispetto a EUROCARE-UK (77%) e a EUROCARE-Est (75%).

L’analisi ha dimostrato che il tipo morfologico è un determinante fondamentale delle differenze di sopravvivenza  e di rischio di morte a 5 anni per HL.

A parità di sesso, età e numero di anni dalla diagnosi, non esistevano differenze significative di rischio di morte tra EUROCARE-Ovest e USA-SEER, indipendentemente dal tipo morfologico. La mortalità più alta in EUROCARE-UK rispetto a USA-SEER era spiegata dalla più alta frequenza di tipi morfologici a prognosi sfavorevole.

In EUROCARE-Est, invece, dopo aver aggiustato anche per morfologia, il rischio di morte rimaneva più elevato.

Questi risultati suggeriscono che nella maggior parte dei Paesi europei l’approccio clinico-terapeutico era simile a quello degli Stati Uniti, mentre nell’Europa dell’Est altri fattori, quali stadio alla diagnosi e trattamento, influenzavano l’outcome.

Lo studio, inoltre, conferma, a livello di popolazione, che i linfomi a predominanza linfocitaria hanno la  prognosi migliore, mentre l’andamento più severo riguarda la forma a deplezione linfocitaria.

Punti di forza del nostro studio sono la disponibilità di dati su base di popolazione e l’utilizzo della sopravvivenza relativa, che permette di controllare per i rischi competitivi di morte, senza richiedere l’informazione circa la causa di decesso, evitando i problemi legati alla scarsa accuratezza dei certificati di morte (precedenti studi avevano utilizzato la sopravvivenza osservata oppure la sopravvivenza causa-specifica).

L’utilizzo della sopravvivenza relativa è importante per analizzare i dati riguardanti i linfomi di Hodgkin poiché uno dei due picchi di incidenza occorre nei soggetti con più di 50 anni.

Un possibile punto debole dello studio è legato ai differenti criteri diagnostici che potrebbero limitare la confrontabilità delle diagnosi morfologiche tra le aree dei registri inclusi nello studio. A tale scopo abbiamo iniziato il progetto HAEMACARE, che si propone di standardizzare la classificazione morfologica dei tumori ematologici tra i Paesi europei e di monitorare l’andamento della sopravvivenza.

 

Riferimento bibliografico:

“Hodgkin disease survival in Europe and the U.S.: prognostic significance of morphologic groups”, Claudia Allemani, Milena Sant, Roberta De Angelis, Rafael Marcos-Gragera, Jan Willem Coebergh, and the EUROCARE Working Group, CANCER; Published Online: June 12, 2006; Print Issue Date: July 15, 2006

 

Claudia Allemani

Department of Preventive and Predictive Medicine, Analytical Epidemiology Unit, Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori, Milano, Italy