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Omeopatia inutile ? Ha solo un effetto placebo ? Prosegue il dibattito, aperto da Beniamino Palmieri (Università di Modena) con l'articolo "Come nasce un osservatorio per le cure non convenzionali in Oncologia", in merito al significato del ricorso a trattamenti alternativi in ambito oncologico.
Il
27 agosto molti organi di stampa hanno ripreso la notizia, diffusa da
Lancet, che aveva pubblicato un articolo che accusava l’omeopatia di
avere solo un effetto placebo. M.Egger
e i suoi collaboratori dell’Università di Berna hanno preso in
esame 110 lavori in cui si confrontano omeopatia e placebo e li hanno
paragonati a 110 lavori in cui si compara medicina convenzionale e placebo. Cosa hanno scoperto? Che
negli studi su piccoli numeri di pazienti e /o fatti male l’effetto
della cura è sempre superiore a quello del placebo. Ma se si limita
l’analisi a studi con numeri di pazienti abbastanza grandi e fatti bene,
non c’è evidenza che l’omeopatia sia meglio del placebo. Pronta è stata la
reazione sui Forum di molti
medici omeopati che praticano questa terapia e che hanno risposto
all’accusa, che non ci sono prove scientifiche a favore della omeopatia,
citando un libro (“Omeopatia, gli studi scientifici che ne provano
l’efficacia") e studi su riviste importanti come British Medical Journal
e Lancet. In una nota del
Coordinamento per le medicine non Convenzionali in Italia si fa presente
che nel 1997 K.Linde sulla stessa
rivista Lancet aveva pubblicato uno studio ("Are the clinical effects
of homoepathy all placebo
effects? A meta-analysis of randomized, controlled trials"), che
era arrivato alla conclusione opposta e cioè che l’omeopatia ha una
efficacia superiore a quella del placebo. Immediata
è stata la reazione di molti medici “convenzionali” che
negano, in base alla loro esperienza, casi di risposte in seguito ad
assunzione di prodotti omeopatici e secondo i quali le uniche esperienze
riconosciute siano in realtà quelle tramandate con il “sentito dire”. A mio avviso entrambe le
posizioni sono da considerare estreme. Lancet in fondo riconosce
gli effetti della terapia omeopatica: l’effetto placebo. In altre parole
vuol dire che la terapia scelta con fiducia dal paziente funziona
entro i limiti dell’effetto placebo, ma funziona, anche se i prodotti
omeopatici contengono un principio attivo “inesistente” perché
drasticamente diluito. Alla medicina
“convenzionale” va riconosciuto il tentativo di migliorare le
prestazioni producendo studi con rigoroso (non sempre!) metodo scientifico
; questo frequentemente non lo fa la medicina
“non convenzionale” o perlomeno non lo fa con metodi
condivisibili, privandosi della possibilità di produrre risultati su cui
discutere. A quest’ultima tuttavia
va riconosciuta una maggiore attenzione all’ammalato e soprattutto una
maggiore capacità di ascolto, cui sono dovuti
buona parte degli effetti placebo .L’omeopatia forse non cura, se
non entro i limiti dell’effetto placebo, e quindi non va prescritta
soprattutto in Oncologia, dove potrebbe provocare ritardi dannosi,
ma senza dubbio noi dovremmo imparare, rivoluzionando l’approccio al
paziente, da quelli che la
praticano e che dedicano tempo agli
ammalati e li sanno ascoltare più di quanto non sappiamo fare noi.
Salvo Catania Responsabile
U.O.Senologia Chirurgica Policlinico Multimedica Sesto S.Giovanni e U.O.
Senologia Chirurgica Istituto S.Ambrogio Milano
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