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Gli Anticorpi monoclonali Si definiscono anticorpi monoclonali una varietà di molecole proteiche (dette appunto anticorpi o immunoglobuline) derivate da un unico clone cellulare, le quali, essendo uguali tra loro, si legano tutte, in maniera specifica, ad una stessa sostanza (chiamata antigene). Ciascun tipo di anticorpo monoclonale è dunque in grado di riconoscere un unico antigene. Gli anticorpi monoclonali in ambito senologico possono avere una applicazione in senso sia diagnostico che terapeutico. Da un punto di vista diagnostico gli anticorpi monoclonali possono per esempio essere utilizzati in citologia, per identificare eventuali cellule metastatiche occulte nel midollo osseo di donne affette da carcinoma della mammella, oppure nella immunoscintigrafia mammaria. Quest'ultima metodica utilizza anticorpi monoclonali (legati a sostanze radioattive, che consentono di poterli evidenziare all’interno dell’organismo) diretti verso antigeni (bersagli) tumore-specifici (ad esempio l’antigene MUC1), per localizzare ed indagare eventuali lesioni neoplastiche. In campo terapeutico si utilizza in particolare attualmente un anticorpo monoclonale detto trastuzumab, in grado di bloccare specifici recettori (detti HER2: recettori del fattore di crescita epidermico umano di tipo2, che sono presenti nel 25-30% dei carcinomi mammari), distribuiti sulla superficie delle cellule tumorali e responsabili della crescita incontrollata delle cellule stesse. |